Le canzoni preferite degli scrittori: tra i Beatles e Gabriel García Márquez .

Non di sola letteratura vivono gli scrittori: alcuni dei più apprezzati e celebri autori del Novecento non hanno mai nascosto le loro passioni musicali, e la fonte di ispirazione che la musica ha rappresentato per loro nel processo creativo.

Il rapporto musica-poesia è forse quello più fecondo a livello di scambi, come è facile immaginare. La “canzone” e la “ballata” altro non erano in origine che generi poetici, la cui esecuzione richiedeva solitamente un accompagnamento musicale. Con alcuni adattamenti è possibile eseguire liriche del cinquecento o addirittura del trecento in forma canzoni vere e proprie. Si pensi al S’i fossi foco di Cecco Angiolieri (1260-1313) cantato da Fabrizio De André. Un altro esempio recente è la messa in musica da parte del cantautore Vinicio Capossela dei sonetti di Michelangelo Buonarroti: all’interno dello spettacolo-concerto Fuggite amanti amori. Rime e lamentazioni per Michelangelo (2007).

Non sorprende quindi ritrovare in un’intervista al premio Nobel Eugenio Montale un’affermazione come “grazie alla musica ho scoperto la poesia”. E allo stesso modo non sorprende ritrovare il nome del poeta Roberto Roversi a fianco a quello di Lucio Dalla come co-autore dei testi dei dischi Il giorno aveva cinque teste (1973), Anidride solforosa (1975) e il famosissimo Automobili (1976).

Ma la musica, di tutti i tipi, dalla classica a jazz al post-punk, appassiona anche i prosatori contemporanei.
Per esempio David Lipsky, l’autore di Come diventare se stessi, racconta che “i gusti musicali di David Foster Wallace erano piuttosto eclettici. Amava soprattutto la canzone dei R.E.M., Strange Currencies. DFW gli avrebbe confessato di “averla ascoltata a ripetizione per tutta l’estate” e di avere per il resto “i gusti musicali di una tredicenne”: mentre stava scrivendo il suo capolavoro Infinte Jest pare ascoltasse sia i Nirvana che la cantante scozzese Enya.

Il fan blog “Haruki Murakami Stuff” ha evidenziato una serie di passi – tra romanzi, racconti e interviste – da cui emergono gli ascolti preferiti dell’autore di Kafka sulla spiaggia e 1Q84, raccogliendoli in un archivio, consultabile qui. Gli artisti maggiormente presenti sono Bruce Springsteen e, ancora di più, i Beach Boys (compresa la carriera solista di Brian Wilson). Va ricordato inoltre che Murakami ha scelto una canzone dei Beatles, Norwegian Wood, per intitolare uno dei suoi romanzi più di successo (anche se il titolo originale doveva essere Il giardino sotto la pioggia, un chiaro riferimento al compositore Claude Debussy).

E J.K Rowling? La mamma di Harry Potter ha raccontato in un intervista con l’attore e presentatore Stephen Fry alla Royal Albert Hall – e dove se non nella sala da concerti più famosa d’Inghliterra? – che i Beatles sono il suo gruppo preferito, ma che ama molto anche gli Smiths (la band in cui cantava Morrissey, nota in tutto il mondo anche grazie al successo di Please, please please, let me get what I want this time): “credo che gli Smiths siano l’unico gruppo il cui scioglimento ha modificato la mia personalità. È stato molto triste”, ha rivelato.

Ma se dall’inglese Rowling ci si poteva aspettare la passione per i ragazzi di Liverpool, meno ovvio è che il premio Nobel Gabriel García Márquez li trovasse addirittura “stimolanti”. Nel documentario La cieva itinerante di Heriberto Fiorillo, il maestro colombiano, scomparso nel 2014, ha detto di possedere più dischi che libri e che che quando stava scrivendo il suo capolavoro Cent’anni di solitudine in Messico ha portato con sé i dischi dei Beatles, che ascoltava per trovare ispirazione. Márquez ha anche detto che “l’unica cosa meglio della musica è parlare di musica”

Per finire: forse non tutti sanno che Stephen King, il maestro della narrativa horror contemporanea (tra le altre cose), ha scritto tantissimo sulla musica, tenendo per anni una cultura di cultura e musica pop per l’ “Entertainment Weekly”. In un’intervista con il cantante country Steve Earle, nel 2005, ha anche rivelato quali sono i suoi gruppi preferiti di sempre: Ryan Adams, Wilco, Alison Jrauss, Bob Dylan. E ha aggiunto un nome, piuttosto inaspettato, quello dei LCD Soundsystem: “Se questo è il luogo dove la Disco è andata quando è morta, be’ significa che è stata molto buona ed è andata in paradiso”

Foto di: Festival Internacional de Cine en Guadalajara

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