Creatività è una bicicletta sotto i piedi

Andare in bici stimola la creatività. Un esempio su tutti? Albert Einstein. Qui un estratto da Einstein e l’arte di andare in bicicletta di Ben Irvine, in uscita per Centauria il 12 maggio.

“Suonare il violino era soltanto una delle tecniche di distensione attiva di Einstein. Anche la vela liberava il suo pensiero creativo, sebbene le sue competenze di marinaio facessero acqua quanto la sua barca. Si raccontano numerosi aneddoti sui suoi tuffi involontari fuoribordo, e sull’affanno dei compagni per trarlo in salvo.

Ma le sue più famose pause creative sono quelle che si concedeva in bicicletta. Stava proprio pedalando quando provò a domandarsi come sarebbe stato viaggiare lungo un fascio di luce. Fu quell’immagine a ispirargli la riflessione su come il moto condizioni la nostra percezione dello spazio-tempo. Presto seguirono altre scoperte rivoluzionarie. Per esempio, se io vi supero in bicicletta, il nostro moto relativo subisce conseguenze curiose: avrete l’impressione che, nel punto in cui mi trovo io, il tempo rallenti e lo spazio si contragga. Le equazioni matematiche con cui Einstein espresse la relatività descrivono i rapporti complessi che collegano tempo, spazio, moto, massa e la percezione di ciascuno di essi.

Vi gira la testa, eh? Be’, non preoccupatevi. Il punto è che pedalare fa girare anche le rotelle del cervello, scatenando un vortice di creatività. Persino da anziano, scampato ai nazisti e trasferito a Princeton, Einstein continuò a considerare la bicicletta una fonte preziosa di riposo attivo. Lo si vedeva spesso pedalare in giro per il campus. Il moto dei pedali gli sbrigliava l’immaginazione quanto quello dell’archetto sulle corde del violino.

Se non proprio la teoria della relatività, il guizzo di creatività suscitato dall’andare in bicicletta resta alla portata di tutti. La sua potenza è impressionante. La differenza tra il nostro stato mentale prima e dopo una pedalata è paragonabile a quella di una stazione radio che passa dal fruscio delle interferenze alla trasmissione forte e chiara. Invece che limitarsi a impressioni vaghe e inafferrabili, disturbate da un ansiogeno brusio di fondo che impedisce di distinguerle con chiarezza, le nostre idee ci appaiono nitide in una concatenazione fluida.

Il fatto è che la creatività è imprevedibile – il contenuto di un nuovo pensiero è inatteso per definizione – e questo può rivelarsi magnificamente utile. Ai ciclisti capita spesso di sperimentare illuminazioni improvvise. «Ma certo!» pensano, pedalando. «Ora so cosa devo fare! Ecco la soluzione!» Quando la mente è così fertile di intuizioni, l’unica difficoltà è ricordarle tutte alla fine del giro.”

Copyright immagine: Dudarev Mikhail/Shutterstock

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