In viaggio con Don Chisciotte: tra mulini a vento, parchi e castelli

La Mancia è una terra a metà tra due mondi: da un lato la regione geografica spagnola, abitata da più di un milione e mezzo di persone, sede delle città di Cuenca e Toledo patrimonio dell’Unesco; dall’altra il teatro delle fantastiche peripezie di Don Chisciotte e Sancho Panza, protagonisti di uno dei capolavori letterari della storia.

A unire i due luoghi il nome di Miguel de Cervantes Saavedra, autore del Don Chisciotte, di cui il 22 aprile si celebrano i 400 anni della morte: originario di Alcalá de Henares, vicino a Madrid, Cervantes fu infatti tenuto prigioniero in una grotta dell’attuale Argamasilla de Alba, nel cuore della Mancia, e lì probabilmente iniziò a scrivere le avventure del celebre cavaliere. La Casa del Medrano, da cui si può accedere alla grotta in questione, è visitabile ed è ancora oggi meta di pellegrinaggi e turismo. Così come è visitabile Esquivias, dove Cervantes sposò Catalina, la nipote dell’hidalgo Alonso Quijada che sarebbe diventato il modello per la creazione del protagonista del romanzo.

Sono luoghi pieni di magia, in cui gli appassionati possono trovare tracce della storia di Don Chisciotte – a Ciudad Real si trova l’unico museo d’Europa a lui dedicato per intero – e i semplici turisti possono scoprire panorami da favola, come quelli del Parque natural de las Lagunas de Ruidera, tra le perle della regione, o patrimoni dell’umanità come la Catedral Primada de Santa María de Toledo o la parte alta della città di Cuenca.

In questo anno di celebrazioni “cervantine” è impossibile però non menzionare laRuta de Don Quijote: un tragitto di oltre 2500 chilometri che attraversa tra riferimenti librari, gemme culturali, cibi e folklore della tradizione, 148 comuni, e che dal 2007 è stato proclamato dal Consiglio d’Europa Itinerario Culturale Europeo.

Tra le tappe più interessanti della Ruta c’è Consuegra, dove è possibile godersi la vista dei numerosi mulini a vento che fecero da avversari alle deliranti imprese del Chisciotte. Il luogo è incantevole: a fianco ai mulini, sul colle Calderico, è visitabile anche un maestoso castello, di origine musulmana ma rimaneggiato e ampliato nel XII dall’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Nel negozio di souvenir si possono acquistare il manchegho, il celebre formaggio locale, e gli embutidos, i salumi spagnoli.

Per rivivere gli scontri tra Don Chisciotte e i “giganti” un’alternativa è Campo de Criptana. Un tempo qui erano oltre quaranta i mulini a vento funzionanti; ora ne restano una decina, ma conservati in ottimo stato e molto vicini tra loro.

Altra metà obbligata è El Toboso: qui nel romanzo è situata la casa di Dulcinea, la donna dell’hidalgo (per i turisti è stata realizzata una Casa de Dulcinea, con tanto di letto e balconate), di cui si parla a lungo anche nel libro-indagine di Angela Rodicio, L’amore perduto di Cervantes, in uscita il 21 aprile. Paese silenzioso, “sosegado”, dalle casine bianche, le strade di ciottoli, una piccola piazza, è forse la città che più rappresenta la Mancia antica. Nel paese ha sede il Centro Cervantino, con oltre 400 edizioni del Don Chisciotte di differenti epoche e lingue.

All’interno del già citato Parque de las Lagunas de Ruidera, formato da 15 lagune separate da barriere calcaree di travertino con cascate e ruscelli, si trovano alcuni luoghi citati nel romanzo di Cervantes, come il Castello di Rocafrida (purtroppo oggi ridotto a rovine) e la Grotta di Montesinos, in cui il Chisciotte passa la notte dopo essersi fatto calare con una fune, raccontandone le cose più strane e fantastiche.

Da ricordare anche Puerto Lapice, dove il Chisciotte trova la sua prima locanda (che lui crede un castello) e dove “diventa” cavaliere. Un luogo di passaggio reale, questo, in cui i percorsi di chi attraversava la Mancia finivano spesso per incrociarsi, noto per le molte taverne e per la splendida piazza principale.

Copyright foto: Shutterstock/leoks

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