L’avventurosa vita del padre di Don Chisciotte

Una vita piena di avventure quella di Miguel De Cervantes! Il “papà di Don Chisciotte“, di cui il 22 aprile si celebrano in tutto il mondo (ma anche in Italia)”>per esempio a Genova il 22 e il 23) i 400 anni dalla morte, ha una biografia da fare invidia al suo personaggio più famoso.

A 23 anni subito in esilio

Miguel De Cervantes nasce il 29 settembre del 1547 ad Alcalá de Henares, da una famiglia piuttosto umile che per bisogno si trova a spostarsi di continuo di città in città. Il giovane Miguel si forma all’Estudio de la Villa de Madrid, diretto dallo scrittore e pensatore Juan López de Hoyos. Nel 1570 ad appena 23 anni, si trova a dover abbandonare frettolosamente la Spagna per l’Italia: è stato accusato (forse ingiustamente) di aver ferito un uomo, e per questo è stato condannato al taglio della mano destra.

In Italia la sua presenza è attestata ad Atri (in Abruzzo), presso la nobile famiglia degli Acquaviva. Nel settembre 1571 si imbarca come soldato semplice nella flotta della Lega Santa che va a combattere l’impero ottomano a Lepanto, in uno degli scontri navali più importanti e celebrati nella storia dell’Occidente. La vittoria sarà della Lega Santa, ma Cervantes perderà la mano sinistra in seguito a una ferita.

Il misterioso periodo dopo Lepanto

Non si sa nulla di chiaro né sul suo ruolo all’interno della battaglia di Lepanto né negli anni subito successivi. Angela Rodicio nel suo ultimo libro L’amore segreto di Cervantes indaga questo periodo: in Albania, in un piccolo paese chiamato Dulcinium, circola una leggenda. Quella di “Servet”, uno spagnolo ferito che, rinchiuso prigioniero nell’antico che dall’alto di un picco domina il mare, si innamorò attraverso le sbarre della figlia del bey, il suo carceriere. E che per tutta la vita rimpianse quell’amore impossibile…

In catene ad Algeri

Nel 1575 parte da Napoli per fare ritorno in Spagna, ma la piccola flotta viene sorpresa da due tempeste vicino alle coste francesi e la sua imbarcazione, la Sol, rimane isolata in mezzo al mare, dov’è facile preda di una ciurma di pirati guidata dal rinnegato albanese Arnaute Mamì. L’equipaggio viene portato ad Algeri in catene. Verrà tenuto in cattività per cinque anni, fino al pagamento del riscatto da parte delle missioni dei trinitari.

In Spagna deve affrontare nuove privazioni e difficoltà. Poi, nel 1584 sposa Catalina de Salazar y Palacios, figlia di un importante hidalgo locale, e va a vivere con lei ad Esquivias, vicino Toledo. In questo periodo riesce a far pubblicare La Galatea, ottenendo dalle vendite 120 ducati, una cifra ragguardevole per l’epoca, che gli fa guadagnare sicurezza e consapevolezza delle proprie capacità. Nel 1587 si trasferisce in Andalusia dove dapprima si occupa di procacciare viveri e provvigioni per la Armada invencible e in seguito lavora come riscossore di imposte.

Quasi un legal thriller

Ma i guai non finiscono là: nel 1597 è accusato di aver sottratto denaro alle casse pubbliche e viene incarcerato per sette mesi, durante i quali probabilmente scrive il suo capolavoro Don Chisciotte della Mancia. Nel 1605 viene trovato vicino a casa sua il corpo accoltellato di un uomo e Cervantes viene sospettato e processato, sebbene questa volta rapidamente prosciolto. Durante il processo molte malelingue collegano la morte dell’uomo a una presunta condotta lasciva delle sorelle e della figlia di Miguel – con le quali viveva – e tali sospetti non abbandoneranno mai più la famiglia.

Il suo Don Chisciotte, dato alle stampe nel 1605 nella sua prima parte, inizia ad avere un discreto successo;anche per questo passerà gli ultimi anni della sua vita alla corte di re Filippo III a Madrid. Saranno anni di grande attività letteraria. Morirà il 22 aprile del 1616 e sarà seppellito in un luogo sconosciuto nella cripta del convento delle Trinitarie.
È recente la notizia che il suo cadavere sarebbe stato identificato.

Francesco Olivo ha scritto per “La Stampa” sulle celebrazioni per i 400 anni della morte dello scrittore.

Copyright: Dmitry Agafontsev/Shutterstock

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