Zeppole e Corano: Napolislam raccontato da Roberto Saviano

Da domani sarà in libreria Napolislam, il libro-reportage di Ernesto Pagano, giornalista e regista dell’omonimo film documentario del 2015.

Ernesto Pagano vive al Cairo, dove attualmente lavora come corrispondente e traduttore per varie testate, tra le quali “Internazionale”. Il suo cuore è sempre stato al centro dell’azione: una passione che l’ha portato in Italia a collaborare per programmi televisivi di punta come “Report” e il “National Geographic Channel”, nei quali ha affinato un occhio attento alla realtà e che va dritto al cuore delle cose. In questo senso, con il suo film è voluto tornare alla terra d’origine con questo nuovo sguardo, raccontando le storie degli italiani convertitisi recentemente all’islam-

Il film ha avuto un ottimo successo di critica, spaccando l’opinione pubblica e smuovendo la critica. Un’inchiesta che ha trovato tra i suoi più grandi sostenitori Roberto Saviano, come si può leggere in questa sua presentazione del film comparsa su “la Repubblica”:

Napoli è una città devota, la sua religiosità è continua, quotidiana, nelle iperboli pagane: dal sangue di san Gennaro alle capuzzelle, l’antica tradizione di adottare un teschio per prendersi cura dell’anima di uno sconosciuto in cambio di una grazia. Napolislam racconta invece la storia di una città in trasformazione attraverso dieci napoletani che si sentono chiamati da Dio a diventare islamici. E non stiamo parlando di intellettuali, ma di persone del popolo.

[…]

Napolislam mostra il percorso di islamizzazione nelle periferie, nei Quartieri popolari: laddove si avverte un vuoto, si cerca di colmarlo con un altro tipo di spiritualità, perché la vita non può essere soltanto lavoro, materialità, sfogo. Deve almeno provare a cercare un senso. E queste persone l’hanno trovato nell’Islam.

Il Corano raccontato da Ernesto Pagano nel film non è affatto il libro di guerra che sventolano i fanatici del terrore. È al contrario un Islam che risponde al bisogno di spiritualità dei napoletani. Napoletani che non sanno magari esprimersi in italiano, ma recitano perfettamente le preghiere in arabo, a dimostrazione che nessun limite può annichilire chi ha passione e voglia di cercare un senso nuovo al proprio vivere.

A distanza di un anno, Pagano ha voluto “approfondire” la sua inchiesta, ampliare lo sguardo in modo da dare un quadro ancora più completo. L’analisi si allarga, le storie si moltiplicano: dalle zeppole halal al culto della Madonna Bruna, fino a Ciro “il tassista che cercava Maradona e ha visto Allah” e a storie di integrazione come quella di Maria la Musulmana. Un affascinante viaggio attraverso un tema controverso, al centro del dibattito contemporaneo; il racconto di un inedito modello di convivenza tra culture, fede e identità proprio nel cuore della nostra Nazione.

Per chi se lo fosse perso, il film-documentario sarà riproposto con ingresso gratuito tra un mese, il 5 giugno, al Carroponte di Milano.

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