Come ritrovare la pace interiore con una passeggiata

“Si può imparare molto anche da un temporale” dice l’Hagakure, il libro segreto dei samurai. Adam Ford sostiene che si può imparare molto anche da una camminata al tramonto.

Il suo L’arte di camminare e vivere felici (in uscita questo giovedì) è il punto di arrivo della sua filosofia, che trasforma la passeggiata in una vera e propria arte meditativa. In una società dove siamo sempre spinti alla fretta, Adam Ford ci invita a riscoprire il ritmo della vita e a riappropriarci dei nostri spazi, in maniera anche molto semplice. Ma in cosa consiste questa tecnica? Il segreto sta nella mindfulness, e in saper dove focalizzare l’attenzione. Ecco un piccolo assaggio del suo libro:

L’arte di camminare

La fine del giorno è il momento in cui dobbiamo imparare a lasciar andare tutti questi pensieri. Lasciamoli cadere! Il consiglio del Buddha è di osservare questi pensieri, affrontarli e riconoscerli, e poi lasciarli andare. Con un po’ di pratica riusciremo a liberarci di tutte le spiacevoli interruzioni delle nostre camminate.

Fermatevi per un attimo. Respirate a fondo, prestate attenzione all’aria che entra ed esce dai polmoni. Non forzate il respiro, non andate in iperventilazione e non ansimate. Rilassate le spalle e la schiena. Sentite l’aria che vi riempie i polmoni in maniera naturale, non forzatela; trattenetela per un momento e poi espirate. Questo esercizio, “ritornare al corpo”, può dare molto sollievo: il respiro ci può curare.

Adesso iniziate a camminare e trovate il vostro ritmo, senza fretta. Raggiungete la giusta sintonia tra andatura e respirazione, siate consapevoli di ogni passo e di ogni respiro. Non trattenete i pensieri. In questo modo potrete lasciarvi alle spalle gli episodi sgradevoli della giornata, potrete allontanarvene.

A volte però non è così facile. Come ci si comporta con le ferite che ci accompagnano da molto tempo, anche da anni? Come le affrontiamo? Il pensiero può diventare un veleno e intossicare il corpo; anche se vi voltate dall’altra parte, è sempre lì; se pensate a qualcos’altro, lui si ripropone ed esige la vostra attenzione.

Camminare può esservi d’aiuto. Ma camminate con mindfulness: non pensate a nient’altro, soltanto a camminare.
Un giorno scoprirete che quei pensieri dolorosi non sono voi, sono come nuvole scure in una giornata di pioggia. Eppure nel frattempo possono farvi male; semi velenosi hanno attecchito nella vostra mente e nel vostro corpo e sono diventati parte della vostra struttura.
Come un parassita, sono diventati parte di voi.

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