La femme fatale dello spettacolo

Esiste al mondo un teatro come La Scala? Non parliamo solo di celebrità o prestigio, ma di una vera e propria “anima” che risiede tra i palchi, la volta, il proscenio… Chiunque lavori nel mondo del teatro sa che La Scala è come una donna bellissima ed elegante…e talvolta letale. Non per niente è lì che è ambientato l’ultimo giallo firmato dal trio Andrea Ferrari, Francesco Gallone e Riccardo Besola. Ma prima di avventurarci nelle indagini del commissario Santambrogio, siamo sicuri di conoscere davvero questo luogo unico al mondo?

Innanzitutto, pochi sanno l’origine del suo nome. Non c’entrano i gradini dell’entrata: per far posto a questo edificio infatti fu demolita una vecchia chiesa, dedicata a Santa Maria…alla Scala. Il nuovo teatro ne portò avanti il nome “in memoria”.

Fu Maria Teresa d’Austria a volere questo nuovo teatro, che commissionò all’architetto più celebre del Settecento, Giuseppe Piermarini. È al suo genio che si deve la perfetta acustica del luogo, dovuta sia alla forma, che al soffitto in legno: una vera “cassa di risonanza” studiata nei minimi dettagli.

La Scala fu il palco dove arrivarono alla fama i grandi maestri, da Verdi a Renata Tibaldi, da Rossini alla Callas. Ma non bisogna lasciarsi illudere: attori e registi sanno bene quanto sia volubile e pericoloso questo teatro, che può consacrare alla gloria o gettare nell’infamia nel tempo di un “buu”.

Altro che i fantasmi della Callas e della Malibran (che secondo le leggende infestano il teatro): tutti sanno che la vera “minaccia” è il pubblico. Nel 2006 ad esempio, durante la rappresentazione dell’Aida di Verdi, il tenore Roberto Alagna fu cacciato dal palco dai fischi nel bel mezzo di una scena! Il suo sostituto fu costretto a subentrare al volo per sostituirlo…senza nemmeno avere il tempo di indossare i costumi di scena

Copyright: Claudio Divizia/Shutterstock

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