Camminare zen: la felicità a un passo da noi

Tornare a casa dopo un weekend di relax al mare o in montagna può sembrare avvilente. Per ritrovare un po’ di pace e serenità dovremo proprio attendere un’altra settimana, o un altro ponte… E invece Adam Ford, esperto mondiale di meditazione, la pensa diversamente.

Con la giusta disposizione mentale basta davvero poco per trasformare le strade che percorriamo a piedi tutti i giorni (per andare al lavoro, a scuola, in palestra…) in momenti di pace emotiva e distensione psicologica. Si tratta della mindfulness, uno stato mentale in grado di trasformare completamente il nostro modo di vedere il mondo.

Ma iniziamo dalle basi, con un piccolo esercizio tratto dal suo L’arte di camminare e vivere felici. Proviamo a utilizzarlo la prossima volta che torniamo a casa dopo una dura giornata:

Se dovessi dare un consiglio a chi ha voglia di camminare in città, suggerirei di guardare in alto. È facile essere distratti dai pedoni, dal traffico, dalla direzione da prendere, dalle vetrine, dai profumi stuzzicanti e dagli odori delle persone che ci passano accanto. Rimaniamo prigionieri delle attività umane che si svolgono nel raggio di due metri da noi.

Guardate invece i tetti e i timpani che decorano le finestre, i mattoncini e le statue, i comignoli, gli orologi e i vetri che si trovano al di sopra del livello della strada. Qualcuno ha progettato e realizzato quelle opere, con cura e abilità . importante apprezzare il loro lavoro, e non serve essere un architetto per riuscirci.

Ogni città ha una personalità unica e distinta dalle altre: guardare in alto ci aiuta a cogliere le differenze. New York è quella che più di ogni altra richiede di alzare gli occhi dalla strada: credo sia impossibile camminare lungo la Fifth Avenue senza sollevare lo sguardo e rimanere sbalorditi di fronte allo spettacolo che si manifesta a decine di metri di altezza. Non guardiamo i taxi e i semafori: concentriamoci sugli edifici. Da una parte all’altra della strada, l’art déco sfida il finto gotico, il mattone fa a gara con il vetro, le guglie e le gargolle ci rimandano a un’altra epoca, a un mondo sospeso, nel quale il sole tramonta più tardi di quanto accada al livello della strada.

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