Un aperitivo da brivido!

C’è chi d’estate legge i gialli sotto l’ombrellone…e chi li scrive! Se anche tu ti senti più a tuo agio con la penna in mano che con paletta e secchiello, dimostra di avere la vena del giallista e partecipa a “Un aperitivo da brivido”. Potresti vincere una serata in compagnia di Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone, i tre moschettieri del giallo milanese, e una copia autografata di Assassinio alla Scala.

Tutto quello che devi fare è scrivere una “Scheggia di giallo” e pubblicarla sulla nostra pagina Facebook

Ecco come partecipare:

  1. Pensa a una situazione “da giallo”. Può essere un inizio, un finale, oppure una qualsiasi scena tipica del genere (l’indizio del colpo di scena, un inseguimento, una sparatoria…).
  2. Sviluppa questa idea in un testo di massimo 1000 battute, spazi inclusi. (“Oh no, devo contarli uno a uno!?” No, no, usa questo strumento online http://www.utelio.it/conta-caratteri.php ) Fatto? Hai appena creato una Scheggia di giallo!
  3. Se non l’hai già fatto, metti “Mi piace” alla pagina Facebook Centauria Libri
  4. Posta sulla nostra bacheca il tuo testo e usa l’hashtag #scheggiadigiallo

È possibile partecipare con una sola Scheggia a testa. Se ne posti più di una, verrà valutata solo l’ultima che hai postato sulla nostra bacheca Facebook!

La giuria, composta dai nostri tre formidabili giallisti, selezionerà le 3 Schegge più originali e intriganti. I loro autori saranno premiati con un aperitivo a Milano faccia-a-faccia con il trio milanese e una copia autografata di Assassinio alla Scala.

Il termine ultimo per inviare il testo è giovedì 15 settembre compreso.

Per qualunque domanda o dubbio, scrivici!

Se cerchi ispirazione, ecco le schegge di giallo che ci ha inviato il famigerato trio…

RICCARDO BESOLA

Due fidanzati si aggirano sorridendo fra le giostre. Lui vince al tiro a segno un peluche gigante: un maiale rosa. Lei due pesci rossi. Si baciano, sono felici, mangiano zucchero filato. Decidono di provare il brivido della Casa dell’Orrore. Dopo una breve fila salgono sulla carrozza a due posti, fra di loro il grosso peluche. Ridono. Spariscono all’interno della Casa fra uno sbuffo di fumo e un grido registrato. Buio. Un minuto dopo la ragazza esce correndo e urlando, sul suo volto si può leggere la paura. Tutti la guardano. Subito dopo esce la carrozzella, e si ferma alla fine del percorso. Il ragazzo non c’è, il peluche a forma di maiale sì, sul muso è sporco di sangue, sul sedile il sacchetto dei pesci rossi, rovesciato, senz’acqua, i due pesci ormai morti. Il giostraio si avvicina alla ragazza che piange e si dispera. Si avverte allora un altro grido, poco lontano. Qualcuno di dice di aver visto Frankenstein muoversi tra la folla.
Cosa sta accadendo? Dov’è finito il ragazzo?
#scheggiadigiallo

ANDREA FERRARI

Piove, è umido e Natale è così lontano che non è dato esprimere neppure un desiderio. Una vecchietta trascina i piedi diretta in via dei Sanniti, appesa ad una borsa del Lidl. Sulla porta del kebabbaro, un giovane turco in ciabatte fuma, perso nel moto perpetuo della carne che sfrigola, unta.
Un’auto della polizia fa una ronda stanca. Le finestre di piazza Tirana si muovono. Dietro le tende, occhi svelti, affamati.
Un ragazzo seduto sopra un motorino, controlla l’ora e conta.
Uno, due, tre.
L’auto della polizia prosegue su via Giambellino, spalle alla piazza.
Quattro, cinque, sei.
Da via degli Apuli, arriva sgommando un furgone bianco, targa illeggibile, vetri oscurati. Solo adesso piazza Tirana si ridesta: la vecchietta si rifugia in un portone, il giovane turco rientra e chiude il negozio. La polizia invertite la marcia. Le tende e le finestre diventano cieche; solo il ragazzo sul motorino continua a contare: Sette, otto, nove… e al dieci sgasa verso il furgone.
#scheggiadigiallo

FRANCESCO GALLONE

Agosto. Il cielo minaccia un temporale, ma suona come una promessa d’amore sui sedili posteriori di una Panda. Il tram sferraglia lungo i binari, l’asfalto si scioglie, il traffico pare l’eco di una grande battaglia. I due controllori dei trasporti pubblici attendono alla fermata, il cocchiere scampanella. I controllori salgono, due vecchie con l’abbonamento pensionati, due ragazzini col biglietto spiegazzato (É un documento, li rimprovera il controllore più giovane), un avvocato allenta la cravatta, e un cane, da solo. Il controllore più anziano gli si avvicina, e il cane sfila col muso il titolo di viaggio, regolarmente obliterato, da non si sa dove, e lo porge al controllore. Il controllore, spiazzato, lo prende, lo passa nel lettore di bande magnetiche, il biglietto é valido, lo rigira stupito tra le dita e nota qualcosa scritto a mano sul retro del biglietto. Lo legge, sbarra gli occhi, e li solleva sul controllore giovane, che lo osserva interlocutorio…
#scheggiadigiallo

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