Come allenarsi a essere felici

Arriva in libreria Esercizi di felicità di Alessandro Cozzolino

«L’infelicità è una scelta, sbagliata e inconsapevole.» È questo uno degli assunti dai quali muove i passi Alessandro Cozzolino, life coach professionista e autore di Esercizi di felicità, da oggi in libreria. Il titolo è la chiave di tutto: la felicità infatti non è, come molti pensano, un regalo del destino che dobbiamo rassegnarci a ricevere dal cielo. È «un’opera d’arte che richiede coraggio prima, cura e attenzione poi», un risultato che, esattamente come la forma fisica, richiede esercizio e dedizione.

Non si parla ovviamente di fare squat o flessioni: si tratta di esercizi mentali, che Alessandro Cozzolino spiega e motiva nei 18 capitoli del suo libro. Ma sono consigli concreti – non consigli generici né massime di vita – e creano una vera e propria “scheda di allenamento” che, se seguita tutti i giorni, può permetterci di liberarci dalle illusioni che ci rendono infelici, focalizzarci su cosa ci serve davvero per essere felici e infine attivarci per ottenerlo.

Ma inutile parafrasare quello che l’autore ha sintetizzato così bene: vi lasciamo con un estratto dall’introduzione del suo Esercizi di felicità:

Il punto è che la felicità è una cosa seria. È un’opera d’arte che richiede coraggio prima, cura e attenzione poi. Tutto ciò che infatti otteniamo con facilità o viviamo con superficialità è destinato a svanire con estrema rapidità. Noi siamo parte integrante e – per certi versi integrata – di una società che vuole tutto e subito, il che è praticamente impossibile nonché innaturale. La nostra idea di felicità è oltremisura incentrata sull’avere, possedere, acquistare, ricevere, «rimorchiare» al più presto. Peccato che l’aggettivo «felice» richieda grammaticalmente (e, per sua natura, non solo grammaticalmente) il verbo essere. Infatti, tutti noi ci convinciamo del fatto che saremo felici quando le cose cambieranno. Sebbene il verbo essere sia quello giusto, c’è comunque un gravissimo errore, tanto fuorviante quanto ingannevole. La frase corretta è la seguente:

Quando sarò felice, le cose cambieranno.

A questo punto, sarebbe utile andare un po’ più a fondo. Perché, infatti, parlare al futuro? Perché aspettare per essere felici? Forse perché a chi aspetta piace pensare che il meglio debba ancora arrivare, che domani andrà tutto bene, che un giorno si sveglierà e scoprirà, «per caso» o «per magia», di essere felice. Mi dispiace ma, per esperienza personale e professionale, posso garantire che non funziona così. Niente succede per caso. E la magia lasciamola ai prestigiatori che ci lasciano a bocca aperta con le loro illusioni ottiche.

In queste pagine non svelerò alcun segreto né offrirò ricette preconfezionate. Mi limiterò semplicemente a invitarti a considerare l’ipotesi che ci sono sentieri che forse non ti è mai venuto in mente di solcare, prospettive che non hai mai considerato, strumenti che già possiedi ma che non hai mai pienamente sfruttato. Il tutto volto solo ed esclusivamente a raggiungere lo stato d’animo che ciascun essere vivente su questo pianeta vuole vivere, il più a lungo e quanto più intensamente possibile: la felicità. A tal fine, ti inviterò a rispondere a qualche domanda e a svolgere alcuni esercizi affinché tu possa diventare consapevole della tua vera identità e della tua vera essenza interiore, di cosa vuoi davvero, di dove vuoi andare e con chi. Sappi che in nessun modo e in nessun caso le tue risposte potranno mai essere considerate giuste o sbagliate. Quello che conta è che siano quanto più efficaci possibile in relazione all’obiettivo che desideri raggiungere. Pertanto la prima domanda che ti pongo è:

Qual è il tuo obiettivo?

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