La scrittrice dei re

Chi ha letto Ombre sulla pelle l’ha già intuito: tra le passioni di Leila Awad principi, re e regine hanno un ruolo molto importante. Ma cosa si nasconde sotto gli arazzi e i broccati? È l’ora di far affrontare all’autrice del nuovo Talent il nostro classico questionario…e ne sono venute fuori cose molto interessanti. A cominciare da un tatuaggio particolare…

Il tratto principale del tuo carattere?
Sono un disastro. Sono così assolutamente sbadata e con la testa tra le nuvole che combino un danno dopo l’altro (e di solito nessuno crede che mi ci impegni per evitarli, i disastri)

L’incontro che ti ha cambiato la vita?
Shakespeare. Avevo sei anni, era un libro per bambini con Il Mercante di Venezia e Romeo e Giulietta: il mio amore per la lettura – e per lui – è iniziato da lì. Ho una S tatuata addosso, per non dimenticarlo.

Sogno ricorrente?
Ricordo raramente i sogni che faccio, ma quando capita, c’è sempre il mare.

Il giorno più felice della tua vita?
Fino a qualche settimana fa avrei risposto il 14 ottobre 2012. Ero in Francia, quel giorno ero andata a visitare Versailles, e anche se non era la prima volta, anche se ricordo ogni volta con emozione, quella ha un sapore speciale: mi ero appena laureata, ero con due amiche, il giorno dopo avrei compiuto venticinque anni ed ero nel mio posto preferito al mondo. Ero perfettamente felice. Quel giorno, però, ormai rivaleggia con il momento in cui ho preso in mano per la prima volta una copia di Ombre sulla pelle.

E il più infelice?
Quando un’amica ha avuto una notizia terribile. Ricordo ancora il terrore e l’angoscia di quella giornata.

Una persona famosa che richiameresti in vita?
Napoleone. Pagherei per fare quattro chiacchiere con lui.

Quale sarebbe la disgrazia più grande?
Credo che qualsiasi situazione che implichi un problema di salute grave possa rientrare in quella categoria. Per quanto ci siano altre cose che mi spaventano, sapere di stare bene è la prima cosa di cui sono grata.

Il tuo eroe o la tua eroina?
Elisabetta I. Da orfana, non voluta, imprigionata, a una dei più grandi sovrani della nostra storia. Una donna da cui prendere esempio, tenace, forte, che non ha mai chinato il capo davanti a chi le diceva che non era abbastanza. Lo era e lo ha dimostrato.

Il piatto preferito?
La parmigiana di melanzane

Il tuo primo ricordo?
Il giorno in cui è nata mia sorella: lo ricordo con una lucidità che non ti aspetteresti, da una bambina di tre anni. Ricordo com’era vestita mia madre, come giocavo con la babysitter mentre aspettavo che nascesse e ricordo lei, piccola e urlante: la volevo rimandare da dove era venuta.

Libro preferito di sempre?
Cime Tempestose.

Film cult?
Titanic, perché quella nave esercita un fascino irresistibile su di me, e Midnight in Paris, che credo sia lo specchio della mia vita: un occhio al passato e il desiderio di vivere in un’altra epoca.

La canzone che fischi più spesso sotto la doccia?
Non so fischiare, ma in compenso canto, di solito Cesare Cremonini.

Il tuo primo amore?
Federico II di Svevia, attraverso le parole della Pitzorno ne La bambina col falcone. Sì, lo so, non posso farci nulla se mi innamoro di re e regine morti e sepolti da secoli.

Qual è la tua occupazione preferita?
Leggere. Devo ancora trovare qualcosa che possa competere con i momenti passati con un buon libro.

Il tuo motto?
La frase che Jack Dawson pronuncia sul Titanic: Al valore di ogni singolo giorno.

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