Talent torna in onda con Chiara Venturelli

L’autrice di Lezioni di Seduzione  arriva in libreria con il suo secondo romanzo

È una bella coincidenza che il primo libro Centauria del 2017 sia il nuovo Talent di Chiara Venturelli, che nel maggio 2016 inaugurò la collana con Lezioni di seduzione. Onde di velluto, la sua nuova creazione, sarà in tutte le librerie e store online dal 9 febbraio, E proprio per giovedì è previsto uno speciale Book Party organizzato da cinque blog letterari che presenteranno in anteprima assoluta il libro sulle loro pagine (Atelier dei libri, Wonderful Monster, New Adult Italia, Il Salotto di Simona e Crazy for Romance).

Nel frattempo, scaldiamo l’hype con un’intervista a Chiara, cercando di scoprire di più sul mondo che sta dietro al suo secondo romanzo.


chiara-venturelli1) Sei stata la prima autrice Talent, e adesso sei la prima a pubblicare una seconda volta con Centauria. Si può dire che tu sia tra le “fondatrici letterarie” della casa editrice. Pensando a come tutto è iniziato, come ti fa sentire? 

Sicuramente grata ed emozionata. Devo dire che aver visto, in un certo senso, Centauria Libri nascere è stata un’esperienza bellissima, anche se era un po’ un salto nel vuoto. Sento la pressione, in modo positivo però, e sono spronata a lavorare ancora di più sia per il mio libro che per le successive uscite. Ormai credo che, in redazione, il mio entusiasmo sia ormai leggenda.

2) Senza ombra di dubbio! Rispetto a Lezioni di seduzione, cosa senti di aver imparato come scrittrice? Senti di aver fatto un passo in avanti nella tua crescita?

Sì, un grande passo avanti. Mi sento, comunque, ancora un’esordiente e ho tantissimo da imparare. Però mi sono accorta che riuscivo a gestire meglio i tempi narrativi, la struttura mi era ben chiara sotto la superficie e anche la mia editor (milioni di grazie alla meravigliosa Michela) si è accorta di questa crescita. Ho preteso molto di più da me stessa, più ore a scrivere, più revisioni, più ricerche. Ed è stata una grande soddisfazione, davvero.

3) La cosa più scontata come secondo romanzo sarebbe stato un sequel (o un prequel, come è di moda ormai) di Lezioni. Ti ha mai tentato questo pensiero? Come mai hai seguito poi un’altra strada?

Il sequel di Lezioni di seduzione era già ben definito nella mia mente ed era una delle opzioni. Ma non ho saputo dire di no alla seconda eventualità, un inedito. Era una sfida maggiore per me e, per quanto amassi Jack e Liz di Lezioni, avevo bisogno di creare qualcosa di nuovo. Penso, e spero, di aver fatto la scelta giusta.   Ho amato profondamente scrivere Onde di velluto, quindi già questo credo sia un punto a suo favore!

4) Quindi insomma, non è detto che non vedremo prima o poi in libreria un Lezioni 2 😉  Se in Lezioni il problema dei due protagonisti era…l’essere troppo vicini, qui direi che è il contrario. Hai avuto nella vita relazioni a distanza dalle quali senti di aver tratto ispirazione per le tematiche?

Quando mi sono trovata di fronte alla possibilità di un inedito mi sono chiesta: “Che cosa voglio scrivere? Che cosa voglio comunicare?” e la risposta è stata immediata. Amore nato online, a distanza. Perché fa parte dei miei ricordi e sapevo di poter attingere al mio bagaglio di emozioni per rendere più realistiche quelle dei personaggi. E perché credo nel lieto fine, nei romanzi come nella vita. Infatti il mio amore a distanza… adesso è mio marito!

5) Parlando di amori a distanza… Oggi la tecnologia permette di rimanere in contatto anche a un oceano di distanza come se si vivesse nella stessa città. Ma non sembra che sia più semplice rispetto all’epoca della carta e della penna. C’è chi dice che sia anzi più difficile. Tu cosa ne pensi?

Credo molto nelle possibilità offerte dalla tecnologia, perché ho molte amiche che vivono lontane e riusciamo a sentirci quotidianamente. C’è però il risvolto della medaglia, perché in un’epoca così tanto social, si rischia di vivere nell’ansia del “visualizzato e non risposto”. Onestamente ricordo con nostalgia i tempi delle lettere, delle cartoline, delle chiamate da linea fissa all’ora di cena. Forse, ci si sentiva meno ma si approfittava meglio di quel momento di contatto.

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