Quel quadro rubato e mai più ritrovato: un documento eccezionale

Il dialogo tra il frate Eddy e la professoressa, sua amante

La Dama Nera, compagna di vita di padre Edoardo Raspini, detto Eddy, che fu Superiore dei Carmelitani scalzi negli anni Settanta, nel libro La tentazione racconta retroscena inediti sul furto di un prezioso dipinto di Caravaggio, Gesù adolescente e San Giuseppe che lavora d’ascia, del Gherardo delle Notti (1592-1656).

Il colpo avvenne nel convento di Monte Compatri il 2 giugno 1975 e la signora fu presente nel viaggio da Roma alla Svizzera per piazzare la tela, nascosta nel bagagliaio di un’Audi.

Gli investigatori – forse per non mettere in imbarazzo l’ordine di santa Teresa e la Chiesa nel suo complesso – non si rivolsero alla stampa e alla televisione per lanciare appelli sulla scomparsa dell’opera, prassi consueta in casi del genere. Anzi. Nel silenzio generale, quattro frati furono arrestati e scarcerati dopo poche settimane.

Il colloquio tra il frate e la professoressa (avvenuto negli anni Ottanta) è sbobinato in un intero capitolo del libro: 22 minuti in tutto, ricchi di ammissioni sbalorditive. Nella registrazione, padre Raspini (defunto nel 2001) parla con la Dama Nera e ammette la responsabilità dei confratelli nel furto del “Gherardo”. Si tratta di una prova nuova, mai conosciuta né presa in considerazione, che oggi potrebbe portare al recupero dell’opera, valutata nell’ordine dei milioni di euro.
Il reverendo fa espresso riferimento ai vari conventi (Monte Compatri, Montevirginio, Caprarola…) nei quali si registrarono forti ammanchi, a causa della vita dissipata dei religiosi.

Un giallo ancora attuale. In tempi recenti, infatti, un esponente della congregazione, sotto garanzia dell’anonimato, ha confidato di essere certo che il quadro possa essere recuperato e restituito alla collettività, in quando i compratori di un tempo, sentendosi pressati, sarebbero indotti a liberarsene.

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