L’idea di Madame

La verità era che a nessuno piaceva quel palazzo, tranne che al re. Le stanze erano fredde, spoglie e quasi totalmente prive di comodità, ma sul sovrano quel padiglione di caccia alle porte di Parigi esercitava un fascino incomprensibile, tanto da decidere di trascorrervi le festività natalizie.
La corte si era adattata, naturalmente: rimanere a Parigi, rischiando di perdere il favore del re, era fuori discussione, e così si erano stretti in quelle stanze per attendere l’inizio del 1666, scommettendo su quale scandalo avrebbe messo in atto Monsieur e chi sarebbe diventata la nuova favorita del sovrano.

Madame li aveva osservati a lungo, durante la cena, tutti quei nobili vestiti a festa che cercavano – inutilmente – di non mostrare il proprio disagio e la noia, senza capire che al sovrano divertiva immensamente vederli così, pesci fuor d’acqua alla propria mercé.
«Mio signore, dovremmo provare a smuovere l’atmosfera.» gli sussurrò tra una portata e l’altra.
Luigi la fissò con una scintilla di divertimento negli occhi chiari. «Cosa proponete?»
Madame sembrava non aspettasse altro: «Un gioco di astuzia, quattro stanze, quattro enigmi: solo risolvendo ognuno di essi, si potrà passare alla stanza successiva.»
Luigi non tentò neppure di nascondere il suo divertimento: «Continuate… Ditemi di più…»

Organizzare la caccia al tesoro era stato facile: aveva chiesto aiuto al moschettiere preferito del re, Alexandre, che con solerzia le aveva assegnato quattro dei suoi uomini, sussurrando un sibillino toglietemeli di torno per un po’.

Tutta la corte attendeva fremente che Madame parlasse. Davanti ai nobili, mani giunte dinnanzi a sé e posizione riposata ed elegante, stava Raoul, moschettiere del re, l’unico dei quattro che non inciampasse nelle parole quando lei si rivolgeva loro. Enrichetta sospettava fosse innamorato di una sua dama.

«Bene, signori. Quel bel giovane è il primo portatore dell’enigma. Riflettete e poi mettetevi in fila. Solo chi sussurrerà la risposta corretta al prode Raoul potrà passare attraverso la porta in fondo al corridoio ed accedere alla seconda sala. Per gli altri, aimè, il gioco finirà qui.»

Il giovane non proferì parola, si limitò solo a consegnare un bigliettino con una frase scritta sopra…

Hanno le radici ma non hanno foglie.
Crescono ma non fanno fiori.

pulsanterisp

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