Blog Tour Contaminati – Tappa #3

La ricetta per un serial killer.

Contaminati, il nuovo arrivato della libreria Talent – l’ultimo atteso per questo 2016 – sta già facendo rabbrividire i lettori in tutta Italia. Non tutti però sanno che dietro a questo thriller mozzafiato c’è un lungo lavoro di documentazione… e sono molte le ispirazioni che si sono fuse insieme per creare questa trama. Abbiamo chiesto a Erica Gatti e Sofia Guevara cosa c’era nel loro calderone mentre scrivevano Contaminati: alcune le avevamo indovinate, e voi?

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Le ispirazioni per Contaminati sono state diverse.
Tra le principali dobbiamo assolutamente citare l’immagine qui sotto: molto importante già durante la prima stesura, ha per noi sempre avuto quell’aria «contaminata» del nostro romanzo.

Tra i film, utile per un personaggio – che non vogliamo rivelarvi per non rovinarvi la sorpresa! – è stato il primo Scream (1996), dell’omonima serie. La recitazione di Skeet Ulrich è magnifica e, in particolare, il momento dello svelamento dell’identità dell’assassino rimane una delle scene preferite di sempre di Sofia. (Occhio se non avete visto il film 😉 )

Altro film che ha posto una base importante per le tematiche del romanzo è stato La moglie di Frankenstein (1935) per l’evoluzione psicologica della Creatura creata dal Dottore.

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Parliamo invece di psicologia: all’interno del romanzo abbiamo diverse psicopatologie che vengono analizzate. Vi elenchiamo le tre più rilevanti: la prima, riconoscibilissima, la Sindrome di Stoccolma, più o meno presente a seconda dei personaggi.

Tra Evan, Adela e Viper viene sviluppata la Triade di MacDonald, una serie di disturbi che si manifestano nei bambini con particolari traumi: piromania, caccia animale, enuresi.

Infine non si può ignorare la Sindrome del Messia: la sicurezza di fare qualcosa per volere divino, per un bene più grande, per vocazione. A soffrirne è un personaggio sempre presente, seppur non… fisicamente.

 

Non possiamo non citare, infine, le biografie dei serial killer: Contaminati è partito proprio dalle discussioni nate da questo interesse condiviso.

Naturalmente ci potremmo soffermare su molti nomi, tra cui quelli citati – in diversi modi – nel romanzo: Jack Lo Squartatore, Sweeney Todd, Andrej Romanovič Čikatilo (detto “il mostro di Rostov”) o l’albergo pieno di tranelli di H. H. Holmes.

Preferiamo invece citarvi quelli che, nelle ricerche personali, ci sono sembrati più emblematici: per Erica Jeffrey Dahmer e per Sofia Ted Bundy.

dahmer_dopo_catturaJeffrey Dahmer fu un serial killer che uccise 17 persone, tra il 1978 e il 1991 in Ohio e nel Wisconsin. Si tratta di una figura contorta e psicologicamente molto forte: al momento dell’arresto, lui stesso invocò la morte come la giusta punizione per ciò che aveva fatto: le sue azioni erano ciò che si poteva considerare un estremo amore nei confronti delle sue vittime. Gli psicologi parlarono a lungo del suo attraversamento della barriera tra amore e odio, che lo portò alle più riprovevoli azioni. Erica è sempre rimasta affascinata da questa impossibilità di tracciare il confine tra amore e odio, giusto e sbagliato, in queste figure psicolabili; dall’impossibilità di capire la mente degli assassini seriali, così contorta, che deforma il mondo attorno a loro e le loro relazioni. Ma questo non le rende meno reali.

 

tedbundyprisonfloridaTed Bundy potrebbe essere definito uno dei più grandi misteri prodotti dall’umanità. Fu un serial killer statunitense, autore di almeno 30-35 omicidi ai danni di giovani donne negli Stati Uniti. Al processo si difese da solo – era uno studente di legge – dimostrando una luminosa intelligenza; era anche dotato di un carisma non indifferente. Per Sofia è interessante notare la freddezza, tipica dei sociopatici, con cui spiegò il suo modo di vedere il mondo, ma soprattutto quel fascino magnetico che parve attirare i media e l’opinione pubblica, impossibile da comprendere appieno ora che Bundy è morto.

 

 

 

Se non avete ancora avuto l’occasione di leggere Contaminati, questa è la vostra occasione! Potreste vincere una copia omaggio, e solo con pochi clic…

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9 Comments on “Blog Tour Contaminati – Tappa #3

  1. Quanto mi affascinano queste tematiche ♡.♡
    Le menti seriali sono così interessanti e complesse, e la curiosità verso questo romanzo è alle stelle!!!
    Spero davvero di essere fortunata 😉
    Partecipo al blogtour e al Giveaway 😉
    Ho piacizzato la pagina Facebook come Rosy Palazzo e sto commentando tutte le tappe 😉
    Grazie mille per l’opportunità ♡

    Mail: rosy.palazzo1612@gmail.com

  2. L’aspetto psicologico è quello che mi attira di più in un libro: ho studiato psicologia e sociologia al liceo e per un certo periodo, quando l’hanno aperta a Cesena, avevo preso in considerazione l’idea di studiare Criminologia all’università.
    E mi sembra che in “Contaminati” questo aspetto abbia avuto tutta la cura necessaria e ne sono davvero intrigata!
    Email: lonely_dreamer@hotmail.it

  3. Che dire?! Questa tappa mi ha messo addosso un’immensa curiosità nei confronti di questo libro! Complimenti a chi l’ha scritto!
    E devo assolutamente complimentarmi anche con voi di Centauria! State facendo un lavoro favoloso, portando in libreria dei romanzi interessantissimi e coinvolgendo noi lettori in tante bellissime iniziative, continuate così!
    Indirizzo e-mail: hotstorm403@gmail.com

  4. Che tappa estremamente interessante! Di questa tipologia di libri mi piace proprio l’esplorazione della psicologia dei killer. La mente di questi individui é molto complessa. Quindi partecipo assolutamente perché spero di poter leggere questo libro.
    lauradomy@hotmail.it

  5. E’ inqueitante come delle persone che sembrano normali si rivelino dei spietati serial killer..ho letto la biografia su Ted Bundy..e fa rabbrividire ..il suo modus operandi 🙁
    Partecipo molto volentieri per questo libro che è assolutamente da leggere
    bebatag@gmail.com

  6. Le menti dei serial Killer sono così complesse, ed a volte ci risulta difficile accettare le cose che fanno. Questa tappa fa quasi rabbrividire, per le atrocità che hanno fatto.

  7. La sindrome di Stoccolma mi ha sempre affascinata, sono curiosa di sapere come è stata analizzata nel libro. Non sapevo dell’esistenza della Sindrome del Messia o Triade di MacDonald, infatti accecata dalla fame ho letto McDonald’s XD
    Comunque mi è piaciuta molto questa tappa!

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