Un killer a quattro mani

Unire più menti su un lavoro creativo può essere difficile, ma quando scatta l’alchimia il risultato è eccezionale. Chi sono però Erica Gatti e Sofia Guevara, le due scrittrici che hanno portato sulla carta il serial killer più implacabile della collana Talent? Questa volta il nostro questionario si sdoppia!

Il tratto principale del tuo carattere?

Erica: Probabilmente il tratto principale del mio carattere è la paura. Che nascondo con un sempre fuori luogo sarcasmo.
Sofia: La riflessività, sicuramente. Spesso penso troppo e parlo troppo poco.

 L’incontro che ti ha cambiato la vita?

E: L’incontro che mi ha cambiato la vita è stato quello con Michele, il mio migliore amico, il 27 febbraio 2013.
S: Sono fortunata, perché intorno a me ho amici fidati e ognuno è importante e mi sta vicino nei momenti difficili. Scegliere un nome solo sarebbe difficile, e ingiusto.

 Sogno ricorrente?

E: Il sogno ricorrente è abbastanza comune: che mi cadano tutti i denti.
S: Spesso sogno di essere bloccata in una nave che affonda.

Il giorno più felice della tua vita?

E: Non so se sia il più felice, ma è quello grazie al quale ci sono potuti essere giorni di felicità. Il mio arrivo a Roma, il 2 luglio 2013.
S: Nel 2011 ho incontrato quella che poi sarebbe stata la mia classe delle superiori per i successivi tre anni. Forse non è il più felice, ma ha portato a incontri importanti.

E il più infelice?

E: Probabilmente fu il 14 giugno 2010, l’incendio. Mi sentii realmente persa.
S: 3 marzo 2011, il primo trasferimento è stato parecchio difficile.

 Una persona famosa che richiameresti in vita?

E: Richiamerei in vita probabilmente Lou Reed. O David Bowie. O forse Petrarca, se mi volesse come Laura.
S: Penso che ognuno nasca nel periodo in cui deve nascere, lascio il passato dove deve stare. Però due chiacchierate con Edgar Allan Poe non mi dispiacerebbero…

Quale sarebbe la disgrazia più grande?

E: Smettere di sognare, di tentare, di rialzarsi dopo essere caduti ancora.
S: L’aumento del prezzo della cioccolata, probabilmente.

 Il tuo eroe o la tua eroina?

E: La mia eroina è J.K. Rowling.
S: Sono due giovani donne: Malala Yousafzai e Yeonmi Park.

Il piatto preferito?

E: Il mio piatto preferito è la pasta con panna e salmone.
S: Il sushi, con abbondante salsa di soia in cui immergerlo.

Il tuo primo ricordo?

E: Ero piccola e spargevo pennarelli colorati lungo le fughe delle piastrelle in tutta la cucina. Poi mi nascondevo sotto il tavolo e aspettavo che qualcuno se ne accorgesse (non credo volessi inciampassero. O almeno spero!).
S: Lo scivolo del parco dove giocavano tutti i bambini: era di metallo e sembrava lungo kilometri. D’estate si riscaldava e non lo si poteva usare.

Libro preferito di sempre?

E: Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness, da un’idea di Siobhan Dowd.
S: La mia lotta per la libertà, Yeonmi Park.

Film cult?

E: Inception.
S: V per Vendetta.

La canzone che fischi più spesso sotto la doccia?

E: Only the children, dei Toto, e spesso anche Senza far rumore di Daniele Silvestri.
S: Lonely Night di Gary. Dopo una lunga giornata è l’equivalente di una pacca sulla spalla.

 Il tuo primo amore?

E: Primo e unico amore: Fred Weasley. Shh, fatemi sognare.
S: Come tutte le bambine degli anni ’90-2000, Erik di Rossana.

 Qual è la tua occupazione preferita?

E: Scrivere, ovviamente; poi informarmi di politica e attualità e fare ricerche su cose discutibilmente macabre.
S: Leggere e scrivere, discutere di attualità e problemi sociali. E ogni tanto, devo ammetterlo, ascoltare i discorsi di chi mi siede accanto in treno.

 Il tuo motto?

E: “Nessuno che non sia tu può fermarti.”
S: “È giusto riflettere, ma superfluo giudicare.”

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