Monaci e truffe milionarie. Un’inchiesta sul lato oscuro della chiesa (Prima parte)

Mara Azzarelli intervista Fabrizio Peronaci sul suo nuovo libro

A pochi giorni dall’uscita del libro La tentazione di Fabrizio Peronaci, riportiamo la prima parte dell’intervista all’autore ad opera della giornalista e conduttrice televisiva Mara Azzarelli.

Ciao Fabrizio, perché hai scelto questo titolo?

Ciao Mara, piacere rivederti dopo l’incontro in anni lontani nei corridoi dell’università. Debbo fare una premessa che ritengo fondamentale: la tentazione’ è una storia vera, della quale riporto nomi, cognomi e fatti documentati. Il libro racconta qualcosa di molto autentico e naturale: la passione e l’amore tra uomini e donne, oppure solo tra uomini, o solo tra donne. Nulla di sconvolgente, mi dirai. Certo, se non fosse che l’indagine si svolge in un ambiente particolare, quello religioso. Ho motivo di ritenere che tale argomento, nonostante le aperture di un Papa rinnovatore come Francesco, darà fastidio a molti ecclesiastici. Ipocrisia e reticenze ancora prevalgono.

E allora forza, rompi l’embargo e anticipami qualcosa! Dettagli, curiosità, trama…

I protagonisti sono una professoressa di lettere in pensione, che ha deciso di alzare il velo dell’ipocrisia sulla sua trentennale storia d’amore, e il compagno, un alto prelato dal quale ha avuto due figlie. Padre Edoardo Raspini, detto Eddy, figura molto conosciuta nella congregazione dei Carmelitani Scalzi, fu Superiore dell’ordine di Santa Teresa negli anni Settanta. Il libro è animato anche da un gruppetto di monaci di non provata dirittura morale, coinvolti in truffe milionarie e nel furto di un dipinto rubato in un convento; da una suorina pia e devotissima, incline a innamorarsi degli uomini sbagliati; da soggetti della malavita e dell’eversione nera; e da un frate onesto e coraggioso, che in tempi recenti ha fatto emergere uno scandalo sessuale senza precedenti, sul quale presto dovrebbe aprirsi il processo canonico, che è andato avanti per oltre dieci anni, con gravi rischi di contagio dell’Aids, all’interno della Curia generalizia dei Carmelitani.

Da come lo descrivi, quello fra i protagonisti lo immagino come un grande amore. Lo è stato o mi sbaglio?

Non sbagli. L’amore tra padre Edoardo e la Dama Nera, nato nell’Italia clericale e bigotta degli anni Sessanta, è un miracolo della vita. Sfida ogni convenzione, vive sul filo della gioia dell’incontro e delle emozioni quotidiane, si impone contro qualsiasi ostacolo e burrasca. La scena della loro prima volta in macchina, una Fiat Primula bianca, mi ha fatto tornare alla mente le grandi passioni ottocentesche.

La storia del dipinto rubato invece? Di quale tela si tratta e cosa c’entra la Dama Nera?

Il quadro, un Gherardo delle notti che raffigura Gesù adolescente e San Giuseppe nella bottega da falegname, fu rubato nel 1975 a Monte Compatri. I malavitosi condannati per il furto, due estremisti di destra, uno dei quali ancora rinchiuso nel carcere di Spoleto, agirono con la complicità dei frati. Oggi, vinte omertà e reticenze, non dovrebbe essere complicato recuperare il dipinto, che all’epoca fu piazzato in Svizzera. La Dama era presente nel viaggio in macchina, con la tela nel bagagliaio, e oggi si dice quasi certa che il clamore attorno al libro consentirà di recuperare l’opera, per restituirla alla collettività.

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