I colori del Rinascimento: curiosità e simboli

È da poco in libreria per Centauria I grandi capolavori del Rinascimento da colorare, un originale viaggio nella storia dell’arte, ideale per riscoprire i grandi capolavori del nostro Paese… così come i benefici dell’art therapy! Ma a proposito di colori, quali erano quelli più usati nel Rinascimento? E che significati avevano?

Ad esempio, pensiamo ai colori usati per i vestiti: oggi per noi sarebbe impensabile, ma un tempo abiti di determinati colori potevano esprimere la classe sociale di appartenenza, l’inserimento in un ordine religioso o il persino il benessere economico di chi li indossava. Ma potevano persino alludere all’indole e all’umore della persona, se aveva subìto un lutto o aveva un’indole passionale.
Scopriamo di più su questo mondo.

Il Rosso

Partiamo dal rosso: nel Medioevo era associato agli amanti, ai re (e alle virtù regali) e indicava protezione. Era tra i più nobili dei colori, indossato principalmente dai ceti alti, e infatti è tra i più comuni nelle rappresentazioni delle vesti della Madonna.
Nel Rinascimento mantiene il suo significato di simbolo di potere, autorità e prestigio. Indicava un elevato status sociale, e soprattutto era indossato da uomini di giustizia, per esempio i giudici.

Il Blu

Nel Medioevo il blu era stato associato inizialmente alle forze del male, e solo in un secondo momento diventa un colore “positivo” sinonimo di luce e fede. Era il colore del manto della Vergine Maria e quindi simbolo di giustizia, fedeltà e spiritualità, ma anche di regalità (era infatti usato da re, regine e principi nelle cerimonie più ufficiali).
Nel Rinascimento il blu diventa il colore tipico della donna in età da marito, e nella sfera sacra simboleggia la castità. Ma decifrare i colori non è così semplice, esistono infatti eccezioni: in Inghilterra ad esempio era il colore indossato abitualmente dalla servitù.

Il Giallo

Sia nel Medioevo che nel Rinascimento ha spesso una connotazione negativa. Non a caso è il colore del mantello di Giuda nelle rappresentazioni pittoriche (si pensi all’affresco di Giotto che raffigura il bacio di Giuda nella Cappella degli Scrovegni, a Padova).
Il giallo era il colore dei vestiti delle prostitute, caratteristica che viene mantenuta nel Rinascimento. Associato al verde, invece, rappresentava la follia: i vestiti dei buffoni e dei saltimbanchi erano solitamente giallo-verdi.

Il Nero

Nel Medioevo il nero era quasi in tutta Europa il colore del lutto e della penitenza, ma poteva essere indossato anche da un amante malinconico.
Nel Rinascimento il nero venne associato a un’eleganza composta e austera. Il nero diventerà molto usato soprattutto con l’avvento della Controriforma. Non aveva però solo significati di lutto e malinconia: poteva indicare anche serietà e decisione.

Immagine di Viacheslav Lopatin / Shutterstock.com

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